Recentemente è stato pubblicato uno studio riguardante alcuni degli effetti risultanti dagli attacchi Web. Dalle indagini è emerso come sia possibile individuare la posizione fisica della vittima, con uno scarto massimale di 10 metri dal punto effettivo. L’attacco può essere compiuto inserendo del codice JavaScript od Ajax particolare (non visualizzato nel browser della vittima), allo scopo di recuperare gli indirizzi MAC dei router-gateway utilizzati per le connessioni alla rete (univoci per ogni interfaccia prodotta). Tramite infine l’ausilio di Google Street View, l’attacker può ricollegare tale informazione con i dati geografici custoditi nel database del servizio, triangolando di fatto la posizione del dispositivo (e quindi dell’utente). Il risultato dell’operazione può essere ancora più preciso qualora l’area coinvolta sia scarsamente popolata.
L’attacco, per poter essere portato a compimento, necessita di due elementi fondamentali:
- La password di accesso al portale amministrativo dev’essere o quella predefinita impostata dal produttore del dispositivo, o facilmente individuabile tramite una breve attacco a dizionario.
- L’area ove risiede la vittima dev’essere stata sottoposta a mappatura da Google ed apparire nel servizio Street View.


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