Articoli marcati con tag ‘DoS’

Adobe: Aggiornamento Reader ed Acrobat alla versione 9.3.3

mercoledì, 30 giugno 2010

Soggetti Coinvolti: Adobe Reader & Acrobat, versioni 9.3.2, 8.2.2 e precedenti.

Nuova Versione Disponibile:
Adobe Reader 9.3.3 and 8.2.3.

Sistemi Operativi Coinvolti: Per il Reader – Windows, Macintosh, e UNIX; Per Acrobat – Windows e Macintosh

Descrizione: Identificate potenziali vulnerabilità causa di attacchi DoS nei confronti dei software oggetto di questo bollettino, comportandone il crash inaspettato o l’esecuzione arbitraria di codice.

Note: Nessuna

Cronologia Bollettino: 1.0, Creato il 30/06/2010.

Consigli & Informazioni

- Si consiglia l’aggiornamento all’ultima versione del software, al fine di mitigare eventuali problemi di sicurezza e migliorare le performance complessive dell’applicativo.

- Versione software consigliata per ambienti di produzione.

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Apple iTunes: Rilasciata nuova versione 9.2

giovedì, 17 giugno 2010

Nome: Aggiornamento nuova versione del software in oggetto.

Software: Apple iTunes 9.2.

Sistemi Operativi Coinvolti: Microsoft Windows.

Descrizione: La versione 9.2 di iTunes per Windows, risolve molteplici problemi di sicurezza identificati presso i componenti fondamentali presenti nel software. Quest’ultimi, se sfruttati da un attacker, possono comportare l’esecuzione di codice arbitrario da remoto, oppure, casistiche di crash inaspettato dell’applicativo (DoS).

Note: La versione di software per Apple MacOSX non è inclusa nell’update, in quanto non affetta dalle vulnerabilità descritte dal bollettino di sicurezza correlato all’aggiornamento in oggetto.

Consigli & Informazioni

- Si consiglia l’aggiornamento all’ultima versione del software, al fine di mitigare eventuali problemi di sicurezza e migliorare le performance complessive dell’applicativo.

- Versione software consigliata per ambienti di produzione.

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Nuovo Web Tool: Arbor Networks (Web)

giovedì, 6 maggio 2010

Pubblicato nuovo Web Tool “Arbor Networks”. Questo sito racchiude molteplici informazioni raccolte dai sensori dislocati a livello globale e concentrate nel proprio portale, riguardo le minaccie informatiche più attive, con snapshot in tempo reale ed altre statistiche di sicurezza.

Per maggiori informazioni clickare QUI.

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Considerazioni: il caso “Mariposa” e le BotNet

sabato, 20 marzo 2010

La BotNet “Mariposa”, bloccata dalle autorità spagnole agli inizi di Marzo, conta oltre 13 milioni di computer compromessi, dislocati su 190 paesi. Tra questi, 1000 terminali appartenenti a compagnie d’azienda e 40 istituzioni finanziarie. Le informazioni raccolte trattano di un tracking di ben 800.000 vittime.

Tale ZombieNet (termine alternativo impiegato per questo genere di reti) però, non era stata istituita da grandi menti dell’informatica o dell’hacking. Sean-Paul Correll, ricercatore di Panda Security, nella sua analisi ha sottolineato come i 3 master della rete avessero sfruttato quanto già disponibile in Internet, senza alcun “asso nella manica” particolarmente ingegnoso od originale. Tale precedente però, rappresenta un segnale molto chiaro di come oggigiorno l’esecuzione di attacchi informatici sia divenuta una routine di semplice esecuzione, anche per chi non ha grosse cognizioni informatiche.
L’evoluzione dell’hacking-software avvenuta negli ultimi anni infatti, ha contribuito alla semplificazione delle procedure necessarie per l’attuazione di attacchi ed intrusioni non autorizzate (es. tramite applicativi dotati di wizard, automatizzatori e guide semi-interattive), comportando un vertiginoso aumento delle ZombieNet.

Nell’intervista, Correll ha specificato come, solo nel 2009, siano stati identificati 25 milioni di nuove specie di malware (rispetto ai 15 milioni degli ultimi 19 anni), cioè il 66% del volume complessivo di software malevoli creati esclusivamente al fine di sottrarre informazioni e bloccare servizi. Molti di questi han presentato dei fattori di somiglianza, elemento che porta le aziende produttrici di software di sicurezza nell’ipotizzare l’uso intensivo di Kit di auto-produzione dei malware (ormai molto diffusi e di facile utilizzo). Inoltre, negli ultimi anni sono stati prodotti nuovi tools Web-Based più sofisticati e semplici nel loro impiego (rispetto alle vecchie versioni basate su protocollo IRC), elemento che ha contribuito ulteriormente alla diffusione di BotNet in Internet.
Ovviamente, non tutto il software creato per il setup di ZombieNet è gratuito. Le community produttrici infatti, sono in costante competizione tra loro nella creazione di strumenti sempre più accattivanti ed improntati alla maggior utilizzabilità da parte dei Bot-Master, giungendo ad innescare un vero e proprio “mercato”. Ciò ha fatto in modo che oggigiorno le attività illecite fossero possibili solamente spendendo poche migliaia di dollari, senza alcuna formazione preventiva riguardante la programmazione o la conoscenza dei rudimenti di networking. Basti pensare che software quali “Fragus” (Web Exploit Kit), forniscono un’interfaccia di facile comprensione ed utilizzo, ove le vulnerabilità da sfruttare durante gli attacchi sono decise via checkbox, oltre alla presentazione dei rapporti d’operazione, in modalità grafica. Certi tool inoltre, vengono venduti con annesso il supporto tecnico 24 ore su 24.

“Il Bot-Master deve solamente individuare la sua vittima, premere alcuni pulsanti e godere dei risultati ottenuti.” (Christopher Elisan, ricercatore dell’azienda Damballa specializzata nella rilevazione delle BotNet).

Ovviamente, attività illegali quali la compra-vendita di ZombieNet, il commercio di dati per Spamrun, i DoS su commissione ecc. sono molto lucrative. Da alcune ricerche condotte dall’FBI in America, solo nel 2009 sono state conteggiati guadagni pari a oltre 500 milioni di dollari (più del doppio dell’ammontare del 2008). Inoltre, anche i produttori dei Crimeware kit (es. Zeus) stanno iniziando ad adottare una politica aggressiva con i loro “clienti”, al fine d’incrementare i profitti. Le ultime versioni dei software rilasciati infatti, introducono dei sistemi anti-pirateria al fine di constatare la validità delle licenze impiegate nella loro convalida.

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Monitored: Bloodhound.Exploit.129 (0-day) [Aggiornato]

mercoledì, 25 novembre 2009

monitored

Stato News: Aggiornata

OS Coinvolti: Microsoft Windows

Elemento: Internet Explorer versioni 6 & 7

Effetto: Principalmente per attacchi DoS o intrusione. L’attacker ottiene gli stessi privilegi dell’account utente locale.

Exploit Status: In The Wild, ma non impiegato in attacchi

Descrizione: Bug presente nel sistema di gestione dei file CSS di Internet Explorer

Consigli

- Aggiornare Internet Explorer alla versione 8

- Attivare la “modalità protetta” in Windows Vista e Seven (riducendo i rischi potenziali)

- Impiegare un Browser alternativo (es. Safari, Firefox, Opera, Chrome)

- Mantenere aggiornato l’antivirus

- Disattivare l’esecuzione automatica di Javascript (es. tramite l’impiego delle Trusted Zone offerte da IE)

- Aumentare il liv. di sicurezza della Trusted Zone “Internet” ad Alto

- Non impiegare account con privilegi amministrativi durante l’uso regolare del sistema operativo

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Windows 7 Bug: Client SMB DoS Threat

martedì, 17 novembre 2009

lowtreatOS Coinvolti: Microsoft Windows 7

Elemento: SMB Client (Componente Interno per la condivisione di risorse in rete).

Effetto: Denial of Service. In caso di attivazione, comporta un loop infinito causando il consumo di tutte le risorse di sistema disponibili. In tal caso, ogni tentativo d’interazione con quest’ultimo risulta in una mancata risposta (System Freeze), fino al riavvio manuale (pulsante Reset).

Exploit Status: L’exploit (cioè il codice per sfruttare tale vulnerabilità) è stato diffuso, ma non sono stati registrati attacchi informatici a riguardo.

Descrizione: E’ stato identificato un problema nel software SMB impiegato da Windows 7 per connettersi ai server relativi. Tale sistema di rete viene impiegato per la condivisione di file e risorse, tipicamente nelle reti aziendali.

Consigli

- Si consiglia il blocco delle porte 139 e 445 TCP (così come di tutte le comunicazioni SMB), allo scopo di evitare l’esposizione ad attacchi informatici, fino al rilascio delle relative patch da parte di Microsoft. Occorre, infatti, fare attenzione riguardo questa vulnerabilità, in quanto può essere perpetrata anche via sito web maligno.

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