Sebbene finora non sia stato registrato alcun incidente in Italia, occorre sottolineare come la presenza di malware nel proprio terminale, possa costituire pericolo non solo per la sottrazione illecita d’informazioni sensibili, ma anche a causa del potenziale rischio legato alla capacità di sfruttamento del sistema compromesso, da parte di eventuali attaccanti esperti, come veicolo di diffusione di software piratato e materiale pedo-pornografico, con risvolti giudiziari poco piacevoli.
L’unico caso che ha scatenato clamore finora, è stato quello di Michael Fiola, reso tristemente noto dalla stampa a causa della scoperta di un’ingente quantità di materiale pedopornografico nel suo laptop, risultato in seguito ad un hacking compiuto a sue spese (scoperto successivamente), che gli han causato la perdita del lavoro e di un’ingente quantità di soldi in avvocati per difendersi dalle accuse.
Sebbene la sicurezza domestica ed aziendale sia migliorata negli ultimi anni da quel tragico episodio, occorre non abbassare la guardia. Infatti, tutt’oggi sono ancora molti gli utenti che non aggiornano il proprio sistema operativo o i software di sicurezza in esso installati, espondendosi inconsapevolemente a grossi rischi. Basti pensare che, dalle ultime analisi compiute da parte delle più grosse aziende antivirali, oggigiorno sono connessi alla rete all’incirca 20 milioni di computer infetti, non adeguatamente sottoposti alle dovute attenzioni a riguardo. I rischi in tale pratica spaziano dal controllo remoto finalizzato all’attacco informatico diretto (es. Hacking o DDoS), all’impiego di tali sistemi come zone virtuali per lo storaging di software e materiale illegale (basti pensare alla botnet Mariposa, la quale stando alle notizie pervenute nelle ultime ore, ha già ripreso le sue attività maligne, sebbene i suoi creatori siano stati arrestati giorni fa). Tutto ciò ad insaputa dei reali detentori dei terminali, i quali però hanno responsabilità penali dirette, in caso di denuncia.
Inoltre, dimostrare la propria innocenza in questi casi, è un processo lungo, dispendioso e problematico sotto molteplici aspetti (costi, danno mediatico per le vittime, perdita della custodia di eventuali figli a carico per apparente cattiva condotta, fermo in prigione).
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